Attenzione alla sostenibilità ambientale, lotta allo spreco alimentare e valido strumento per creare vero impatto sociale. È questa la mission di Hexagro società Benefit nata nel 2017 da sempre impegnata ad implementare tecnologie di agricoltura verticale, in Europa come in molti Paesi in via di sviluppo, per mettere tutti nelle condizioni di accedere a cibo sano grazie a queste tecnologie. L’azienda ha recentemente lanciato il progetto Poty con l’obiettivo di valorizzare in Italia l’urban farming, contribuendo al dibattito sempre più attuale intorno alla necessità di adottare comportamenti e stili di vita più sostenibili e attenti all’ambiente.

Poty infatti è un orto verticale ricavato da materiali riciclati e riciclabili costruito per spazi domestici anche contenuti, quali balconi o terrazzi, perfetto per essere installato in città. Come una sorta di lego, Poty si presenta come una struttura modulabile verticalmente composta da diversi vasi a quadrifoglio a forma di fiore, che possono contenere fino a 40 piante nella sua “taglia” più grande. Con Poty, infatti, è possibile coltivare in tutte le stagioni da piccoli frutti, verdure a foglia e verdure normali a piante aromatiche, per avere tutto l’anno verdure e ortaggi freschi a disposizione a km 0. Al suo interno inoltre è presente un chatbot che guida l’utente nelle varie fasi della coltivazione, dando, inoltre, consigli in base a come ci si sente in quel momento. Un perfetto strumento per avvicinarsi al giardinaggio e scoprirne gli effetti positivi sul proprio benessere sia mentale che fisico. E per chi teme di non avere il pollice verde arriva in soccorso il sistema di irrigazione autonomo di nutrienti organici, che basta assemblare guidati dall’assistente digitale accessibile via mobile o desktop. Con Poty coltivare in casa diventa facile e accessibile per tutti.

Un progetto che introduce anche in Italia il trend in ascesa dell’urban farming, che vede sempre più persone in città dedicarsi alla coltivazione in modo autonomo dei propri ortaggi ed erbe aromatiche, sfruttando gli spazi esterni a propria disposizione, come balconi, terrazzini e rooftop. Un bisogno sempre più avvertito, soprattutto oggi che la pratica del lavoro da remoto sta facendo riscoprire maggiormente la propria casa percepita come uno spazio da vivere a 360° e con maggior frequenza.

Il prodotto Poty, e più in generale le attività portate avanti da Hexagro, rientra anche in quel novero di buone pratiche che le aziende possono sposare per strutturare delle azioni di CSR. Oggi infatti sono sempre più le aziende che investono risorse in progetti di responsabilità sociale, impegnandosi attivamente e in prima persona per sponsorizzare iniziative capaci di fare la differenza.

“Crediamo fortemente in queste azioni combinate con le aziende, in quanto i progetti di CSR rappresentano un benefit per coloro che lavorano da casa e come risultato, un impatto sociale” – Afferma Alessandro Grampa co Founder di Hexagro – “Nel caso di Poty si tratta da un lato dei dipendenti, che possono dedicarsi all’urban farming ottenendo i benefici del contatto con la natura, e dall’altro lato delle comunità in Colombia, che riceveranno gli strumenti per trasformare il loro modello di agricoltura ed essere più resilienti ai cambiamenti del clima”.

Un percorso che le aziende possono mettere a disposizione come benefit dei propri dipendenti (soprattutto quelli che lavorano in smart working) per incentivare uno stile di vita più sano, sostenibile e consapevole.

Con Poty, Hexagro intende creare vero impatto sociale. Per ogni Poty venduto l’azienda installa nuovi moduli da installare in progetti sociali attraverso Hexagro Siembra Vertical.

Siembra Vertical è infatti l’azienda sorella di Hexagro che opera in Colombia grazie anche al supporto della ONG Fundaces e che si occupa di promuovere l’agricoltura sostenibile ad alto impatto, supportata da un team di sei persone con sede a Bogotà. Il team coordina le iniziative sul territorio, assistendo il team italiano nella produzione, nella consegna dei Poty agli agricoltori e occupandosi della loro formazione. L’azienda ha quindi l’obiettivo di fornire tecnologia per l’agricoltura verticale avanzata e a basso costo a comunità agricole, piccoli e medi produttori, e consumatori. In particolar modo intende supportare le comunità più vulnerabili al cambiamento climatico e che hanno maggiori difficoltà nell’adottare pratiche di agricoltura sostenibile, proprio attraverso l’installazione di sistemi di vertical farming fabbricati localmente con costi accessibili alla popolazione.

“Per ogni Poty presente in casa dei nostri urban farmer, c’è un Poty dall’altra parte del mondo che aiuta piccoli agricoltori” – prosegue Felipe Hernandez co Founder di Hexagro – “Hexagro, attraverso Siembra Vertical, vuole dare la possibilità a chiunque non solo di avere accesso a cibo sano in qualsiasi parte del mondo, ma anche di poterlo coltivare, per ridare potere alle piccole comunità agricole in difficoltà. L’obiettivo è creare un futuro dove i piccoli produttori e consumatori abbiano accesso a metodi di agricoltura puliti ed efficienti”.

In Colombia, grazie al progetto, al momento sono stati installati 53 sistemi. Per le comunità che li hanno ricevuto ciò ha significato un maggior accesso a tecnologie di agricoltura verticale, maggior produttività, e maggior indipendenza grazie al rapido ritorno economico dato dai sistemi tecnologici adottati. Al momento, data anche la stagionalità della zona, i Poty installati nelle comunità agricole stanno coltivando diverse varietà di insalata, erbe aromatiche, zucchine e fragole.

La scelta della Colombia come paese nel quale dar vita a questo progetto è dovuta al fatto che uno dei fondatori di Hexagro, Felipe Hernandez, è di nascita colombiana e conosce bene gli svariati problemi in campo agricolo del paese. Il primo è che le nuove tecnologie sono difficili da ottenere; reperire infrastrutture, prodotti e tecnologie da Europa o Stati Uniti è costoso, sia in termini di costo della merce sia in termini di importazione. Un altro ostacolo è fornito dalla scarsità di informazioni: è difficile trovare personale specializzato.
Il secondo problema è rappresentato dalla grande distanza tra il produttore e il consumatore. Come sta accadendo in Europa, gli abitanti dei centri urbani richiedono sempre più prodotti freschi di alta qualità, ma sempre meno giovani sono disposti a lavorare nei campi: c’è poca manodopera disponibile e gli scarsi guadagni che arrivano al produttore non sono un incentivo. La maggior parte dei guadagni rimane infatti al distributore. Il terzo e ultimo problema è l’enorme impatto ambientale delle pratiche agricole. Lo spreco d’acqua, il consumo del suolo e l’uso smodato di energia per curare i campi stanno contribuendo al riscaldamento globale e alla degradazione delle terre.

“Nel nostro piccolo vogliamo coinvolgere le aziende nel sostenere le comunità agricole di Paesi in via di sviluppo e maggiormente colpite dal cambiamento climatico, consapevoli che l’accesso a cibo sano è una delle priorità sulle quali lavorare per combattere situazioni di povertà anche estrema” – spiega Felipe Hernandez co Founder di Hexagro e Siembra Vertical.

Chiunque volesse supportare il progetto Siembra Vertical e ricevere maggiori informazioni può consultare il sito.

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