Nuove regole per WhatsApp. Tanta paura per nulla

 Nuove regole per WhatsApp. Tanta paura per nulla

In questi giorni agli utenti di whatsapp, la più popolare piattaforma di Instant Messaging di proprietà di Facebook, sta arrivando un messaggio per l’aggiornamento dei termi di utilizzo e informativa sulla privacy.

La piattaforma conta ormai più di 2 miliardi di utenti che quotidianamente si scambiano messaggi di testo, immagini, foto, video generando un enorme traffico dati su Internet che è aumentato esponenzialmente in questo periodo di emergenza Covid.
Fino ad oggi tutti gli utenti avevano utilizzato whatsapp senza farsi troppe domande sui termini di servizio e su come veniva gestita la loro privacy dalla piattaforma fino a quando, con l’arrivo di questo messaggio che chiede agli utenti di accettare le nuove politiche, che entreranno in vigore dall’8 febbraio, molti utenti hanno iniziato a dubitare che la loro privacy venisse tutelata e che i loro messaggi potessero essere diffusi o utilizzati in maniera anomala dai proprietari della piattaforma.

Nuove regole per WhatsApp

Oltre a questo non è piaciuto il tono del messaggio in cui viene asserito che se l’utente non accetterà le nuove condizioni, non potrà più utilizzare liberamente whatsapp.
Forse è proprio quest’ultima parte che ha creato scompiglio soprattutto nel nostro Paese dove, sappiamo bene, quando ci viene imposto qualcosa, viene mal digerita. Così molti utenti stanno scegliendo di migrare da WhatsApp a Telegram, dove la tutela della privacy è stata sempre il punto di forza della piattaforma rivale.

Ma capiamo bene cosa cambierà l’8 febbraio su WhatsApp e quali potrebbero essere realmente i pericoli a cui andremmo incontro se continuassimo ad utilizzarla.
La risposta è netta, almeno per quanto riguarda i paesi europei: nessuna possibilità di condivisione dei nostri dati con altre piattaforme in quanto la protezione della privacy in Europa è assicurata dal GDPR, regolamento sulla protezione dei dati personali, entrato in vigore in Europa a maggio del 2018 e che impedisce a WhatsApp come alle altre piattaforme presenti sul territorio europeo, di condividere i dati degli utenti.
Possiamo quindi stare tranquilli e continuare a utilizzare questi strumenti, rammentando sempre che, nella maggior parte dei casi, i pericoli derivanti dalla condivisione dei propri dati e dei propri messaggi, deriva proprio dalla superficialità con cui noi stessi li condividiamo.


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