Il 31 dicembre 2020 sono decadute le norme nazionali sostituite dal regolamento europeo. Così ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha comunicato che ora, per l’utilizzo di un drone, bisognerà fare riferimento al regolamento 746/2020 della Commissione Europea che entra in vigore con sei mesi di ritardo causato dal Covid e che modifica quelle che erano le norme per l’utilizzo dei droni nel nostro Paese.

Pilotare un drone

Volare per hobby. Ecco come

Innanzi tutto nel nuovo regolamento spariscono le suddivisioni di utilizzo dei droni per hobby o scopo lavorativo ma viene presa in considerazione la pericolosità dell’operazione che si deve fare inserendo 3 categorie:

  • Open
  • Specific
  • Certified
Le 3 categorie di operazioni – Fonte dblue.it

Per rientrare nella categoria Open, il peso del drone non deve superare i 25 chilogrammi e durante il volo il drone deve sempre essere a vista e non superare un’altezza di 120 metri, inoltre il drone utilizzato deve essere marchiato CE.
Queste sono le principali caratteristiche che interessano principalmente gli appassionati e chi utilizza il drone saltuariamente ma è necessario, all’interno della categoria Open, valutare altre tre sottocategorie che distinguono tre diversi scenari:

  • A1: sopra alle persone
  • A2: vicino alle persone
  • A3: lontano dalle persone

Sarà possibile far volare il drone sopra alle persone quindi, ad esempio, in una strada pubblica o sopra una piazza, a patto che il peso del drone sia inferiore ai 250 grammi. Con questo requisito non è necessario essere in possesso di un patentino di volo in quanto i droni così leggeri sono considerati alla stregua di un giocattolo. Per tutti gli altri casi sarà necessario effettuare un corso di volo per entrare in possesso del patentino.

Registrazione drone e aree “no fly zone”

Dopo aver acquistato un drone che soddisfi le norme descritte fino ad ora, prima di farlo volare sarà necessario registrarlo a proprio nome sul portale
D-Flight.it e verificare se la zona dove vogliamo volare non rientri in una cosiddetta “no fly zone” ossia una zona in cui è vietato l’utilizzo del drone come, ad esempio, un’area militare o un aeroporto.

Le no fly zone di Roma – dal sito D-Flight.it

Con queste nuove normative quindi sarà ancora più semplice l’utilizzo dei droni in tutta sicurezza visto che, fino a questo momento, molti li utilizzavano in barba alle regole senza pensare alle possibili conseguenze come la possibilità di arrecare danno a cose e persone o ledere la privacy altrui, incorrendo in sanzioni di svariate migliaia di euro.

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