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L’Unione Europea accelera sulla connettività con il Digital Networks Act (DNA)

La Commissione europea ha adottato il 21 gennaio 2026 la proposta di regolamento noto come Digital Networks Act (DNA), un ambizioso intervento normativo per modernizzare il quadro giuridico delle reti digitali nell’UE. Questo testo, presentato come regolamento direttamente applicabile negli Stati membri senza recepimento nazionale, sostituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (EECC) del 2018, adattandolo alle trasformazioni tecnologiche e al contesto geopolitico attuale.

L’atto mira a creare un vero mercato unico della connettività, superando la frammentazione regolatoria che ha ostacolato investimenti e innovazione. Tra le novità chiave spicca il “Single Passport”, un’autorizzazione unica rilasciata da un’autorità nazionale ma valida in tutta l’UE, che riduce oneri amministrativi e facilita l’espansione transfrontaliera degli operatori.

Inoltre, il DNA armonizza la gestione dello spettro radio a livello europeo, con licenze più lunghe e rinnovabili per incentivare investimenti in 5G/6G, fibra ottica e servizi satellitari. Introduce piani nazionali obbligatori per la dismissione delle vecchie reti in rame entro il 2030-2035, favorendo la transizione verso infrastrutture resilienti e pronte per IA, cloud e cybersecurity.

Per l’Italia, che ha ritardi storici nella banda ultralarga, il DNA rappresenta un’opportunità per allinearsi agli standard UE e attrarre capitali privati. Ridurrà le discrezionalità nazionali, imponendo regole comuni su autorizzazioni, interconnessioni e neutralità della rete, con meccanismi di enforcement centralizzati.

Il provvedimento rafforza anche la sicurezza e resilienza, integrandosi con normative su dati, AI e cyber, e prevede semplificazioni per startup e scale-up. Critiche arrivano da alcuni Stati per il rischio di eccessiva centralizzazione, ma l’obiettivo è chiaro: rendere l’Europa competitiva nel digitale globale.

Prossimi passi: il Parlamento e il Consiglio dovranno approvare il testo, con entrata in vigore prevista entro il 2027. Questo DNA non è solo una riforma tecnica, ma un pilastro per l’autonomia digitale europea.

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