Intelligenza artificiale, ANGI: “Regolamentare fenomeno senza gravare su innovazione PMI e startup”

 Intelligenza artificiale, ANGI: “Regolamentare fenomeno senza gravare su innovazione PMI e startup”

La regolamentazione dell’intelligenza artificiale deve andare di pari passo con le esigenze economiche del mercato, evitando che il primato della “regolazione” non vada a ledere la necessità di essere primi nella “innovazione”. Per questo, l’ANGI richiede alle commissioni TLC e Attività produttive un focus specifico sull’impresa innovativa che opera nel contesto delle tecnologie abilitanti dell’intelligenza artificiale” dichiara Gabriele Ferrieri, presidente dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori, e Carlo Prosperi, componente del Comitato Scientifico di ANGI, a margine dell’audizione delle Commissioni riunite Trasporti e Attività produttive, nell’ambito dell’esame della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (legge sull’intelligenza artificiale) e modifica alcuni atti legislativi dell’Unione.

Intelligenza artificiale
Gabriele Ferrieri – Presidente di ANGI

L’uso di tecnologia dell’intelligenza artificiale deve essere regolamentato, sin dallo sviluppo, garantendo anche meccanismi sanzionatori in mancanza di ottemperanza alle norme imposte dall’autorità pubblica. Nel documento inviato alle commissioni l’ANGI raccomanda che i costi di compliance per PMI e startup e l’ottenimento della certificazione CE per i sistemi di IA (ad alto rischio) non gravino sulle imprese innovative; a garantire l’accesso facilitato a spazi di sperimentazione normativa come i sandbox e ad evitare che le procedure di audit gravino sulle PMI e startup; a migliorare gli investimenti nazionali in ricerca&sviluppo, mobilitando anche le risorse del PNRR; a garantire l’ampliamento dei poteri dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni al fine di garantire la sicurezza dei dati dei consumatori, i diritti dei lavoratori digitali, i modelli redistributivi che incidono sul commercio elettronico, sulla logistica, sulla finanza, sul turismo, sull’industria e sull’agricoltura; infine, l’istituzione di una commissione bicamerale che possa produrre una legislazione specifica degli sviluppi dell’innovazione e sul PNRR. Come ha indicato il presidente del Copasir Adolfo Urso, le capacità cyber della Nazione devono essere amplificate a scudo delle nostre infrastrutture strategiche.”

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