Il 2021 sarà l’anno della realtà Phygital

 Il 2021 sarà l’anno della realtà Phygital

Secondo il recente rapporto Top 10 Global Consumer Trends 2021 a cura di Euromonitor International, gli stili di vita dei consumatori nel 2021 cavalcheranno il mondo fisico e quello digitale e quindi l’anno appena cominciato si annuncia come l’anno del Phygital per eccellenza.

Il report di Euromonitor International indica che, a causa della pandemia di COVID-19, le abitudini emergenti hanno subito una forte accelerazione e il modo in cui spendiamo e consumiamo non sarà più lo stesso. Il phygital (physical + digital), situazione ibrida di mondo fisico e virtuale, prende sempre più piede e sta diventando decisamente una delle parole chiave dell’innovazione.

Da un lato osserviamo che i consumatori possono vivere, lavorare, acquistare, giocare sia in presenza fisica che online, dall’altro vediamo che le aziende hanno l’opportunità di integrare processi digitali nei loro spazi fisici offrendo esperienze virtuali per coloro che preferiscono le comodità della propria casa. L’indagine ci dice anche che l’ 87% dei consumatori possiede uno smartphone e il 2020 ha registrato 15,8 miliardi di dollari di vendite globali di e-commerce di accessori personali.

Con i dispositivi connessi a internet durante i blocchi causati dalla pandemia, l’aumento del lavoro a distanza, le videoconferenze, gli elettrodomestici intelligenti, la realtà aumentata e la realtà virtuale, hanno portato i consumatori a creare nuove abitudini in relazione al lavoro, all’apprendimento, all’esercizio fisico, allo shopping, alla socializzazione. Anche se i Millennials e la Generazione Z si configurano come coloro che sono più inclini ad esperienze phygital, di fatto ormai si tende a non far più distinzione tra attività fisica e virtuale e le aziende abbracciano, in modo crescente, strategie digitali quali sistemi di prenotazione mobile, codici QR per menu, pagamenti touchless, camerini virtuali in negozio, e così via.

Le attività che sono state costrette a chiudere temporaneamente, hanno dovuto integrare il mondo virtuale nei loro spazi fisici per riportarvi i clienti. Molte di loro stanno offrendo nuovi beni e servizi per il consumo virtuale in grado di replicare le esperienze fuori casa. I vari marchi propongono soluzioni nuove ed esistenti, sia di persona che virtualmente, come i servizi di appuntamenti di acquisto personale attraverso videoconferenze, esperienze di viaggio VR, creazione di beni personali grazie all’intelligenza artificiale (AI). 

Ma quando nasce il concetto di Phygital?

Il concetto di phygital non è proprio recentissimo.
È ottobre 2014 quando se ne parla in modo ufficiale grazie a Lowe’s (catena americana di negozi di bricolage e ferramenta) che annuncia l’introduzione, durante le festività natalizie, di due punti vendita autonomi con OSHbot, robot assistenti alla vendita.
L’intento dell’utilizzo del robot di servizio OSHbot (nato da una partnership tra Lowe’s Innovation Labs e Fellow Robots, una società tecnologica della Silicon Valley)  era quello di capire come la tecnologia robotica potesse portare benefici a clienti e dipendenti, migliorando la customer experience. 

Il phygital è caratterizzato da tre elementi importanti:
Immediatezza: assicurare che le cose accadano in un preciso momento
Immersione: far sì che l’utente sia parte dell’esperienza
Interazione: generare uno scambio, essenziale per attivare la parte più fisica ed emotiva del processo.
Per dare vita ad un’esperienza pienamente phygital, è basilare che sia presente una tecnologia in grado di favorire l’immediatezza e l’immersione, ma anche che la parte digitale includa l’interazione che il mezzo stesso per sua natura non ha.

Esempi di Phygital

Gli esempi sono decisamente tanti e, come già ho indicato in precedenza, ormai questo tipo di situazione fa parte della nostra vita quotidiana.
Di seguito ho voluto riportare come alcune realtà hanno declinato l’esperienza phygital.

Decathlon, uno dei più grandi rivenditori di articoli sportivi al mondo, ha implementato stazioni di Virtual Reality che permettono ai clienti di esplorare i prodotti in ambienti virtuali, come per esempio le tende da campeggio. Con Base Camp VR gli addetti alle vendite di Decathlon possono spiegare meglio le caratteristiche delle tende ai clienti, i quali, a loro volta, possono camminarci dentro, sperimentare 3 diversi ambienti (foresta, montagna, deserto) e 3 diverse condizioni meteorologiche (vento, pioggia, notte), avere quindi un’idea più chiara in merito a spazi e comfort dei prodotti.

ShopCall, piattaforma di video streaming nata in Italia durante il lockdown per aiutare i negozi di prossimità a restare aperti. Ogni commerciante può continuare a offrire la consulenza all’acquisto, in qualsiasi momento, ovunque l’acquirente si trovi, tramite una semplice videochiamata. In questo modo quindi si digitalizza la vendita fisica e si aprono vetrine virtuali.

STM Goods è un caso emblematico di azienda ventennale di accessori tecnologici, zaini e borse per laptop, che ad un certo punto decide di accettare la sfida digital per poter restare competitiva sul mercato. Già nel 2018 lancia un’ app che, attraverso la realtà aumentata, permette ai clienti, nella comodità della propria casa, di provare i prodotti prima di acquistarli. Grazie al digitale si può avere un’esperienza “fisica” e provare in modo virtuale zaini, esplorane le dimensioni, la vestibilità e la funzionalità.

Concerto virtuale del rapper Travis Scott su Fortnite. Nell’ aprile 2020, 12 milioni di persone seguono l’artista americano, che si esibisce in un concerto virtuale all’interno del celebre gioco, sugli schermi dei loro computer o con dispositivi VR. 

Come sarà il futuro?

Sempre secondo lo studio di Euromonitor International, le abitudini emerse durante la pandemia consentono di delineare un quadro di 7 punti cardine per il futuro dove: 

  • i consumatori mantengono il proprio coinvolgimento in eventi e interazioni virtuali sia per comodità che per intrattenimento
  • gli strumenti virtuali diventano parte integrante delle operazioni
  • l’integrazione dei processi virtuali in postazioni fisiche si rivela fondamentale per garantire che i consumatori si sentano sicuri di tornare negli spazi fisici
  • ci saranno più opportunità per servire i consumatori all’interno delle loro case con prodotti fisici e servizi virtuali
  • le imprese, grazie a collaborazioni con fornitori di tecnologia, hanno l’opportunità di sviluppare strategie di realtà phygital utilizzando app che possano facilitare le esperienze virtuali
  • le aziende, che attraverso metodi e piattaforme diverse offrono esperienze sicure e memorabili, svilupperanno clienti fedeli
  • l’incorporazione della realtà phygital continuerà a incrementare le vendite e assisterà nella raccolta dei dati, sia online che in negozio. 

Conclusioni

Sicuramente la pandemia di COVID-19 ha messo, e mette ancora oggi, tutti noi di fronte a situazioni, prove molto dure, ma, come la storia ci insegna, i periodi difficili consentono di sperimentare, di progredire, di trovare vie e modi alternativi a quelli fino ad ora adottati. Ovviamente spetta a noi saper cogliere le occasioni per creare nuovi strumenti e soluzioni, ma abbiamo anche il compito di generare un ambiente, una cultura, una forma mentis adeguati che portino ad accogliere, utilizzare e vivere realtà come quella phygital con sapienza, consapevolezza e responsabilità.

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