La bicicletta, soprattutto in seguito alla recente pandemia, sta diventando il mezzo di spostamento scelto da un numero sempre più alto di persone. Per le città, e non solo, cresce quindi il bisogno di potenziare la rete delle piste ciclabili facendo sì che esse soddisfino i requisiti di smart mobility. Il progetto mOOve è la risposta italiana a queste esigenze.

Da un dossier presentato da Legambiente lo scorso dicembre circa gli effetti del lockdown e della pandemia sulla mobilità urbana, emerge che il 2020 è stato un anno di svolta per gli spostamenti in bicicletta. Solo in Italia sono stati realizzati quasi 200 km di ciclabili pop up, c’è stato un boom dell’uso delle due ruote a maggio 2020 (+81%) e a settembre/ottobre (+73%), e le vendite di bici hanno registrato il 60% in più a maggio 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.
È chiaro perciò che lo spazio urbano va ripensato in termini di soluzioni infrastrutturali più in linea con il concetto di smart mobility, ed è qui che entra in gioco mOOve.

mOOve è il primo progetto di REVO, una startup italiana che nasce nel 2018 a Milano dall’incontro di 4 giovani professionisti: Andrea Ariotti, Stefano Arvati, Marco Lucci ed Elena Mancuso. L’idea alla base di mOOve è quella di favorire l’uso della bicicletta per farla diventare il primo mezzo di mobilità urbana. Il gruppo ha quindi creato una pista ciclabile totalmente nuova e innovativa per dare un contributo concreto alla mobilità leggera, all’economia circolare, alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. mOOve è quindi un sistema di nuova generazione, sostenibile, tecnologico e dotato di numerosi servizi per l’utente e la comunità.

mOOve by REVO | Fonte: www.revo-lab.it
Le 4 parole chiave di mOOve

FLESSIBILITÀ
La struttura della pista ciclabile è modulare e scalabile grazie all’impiego di moduli standard prefabbricati. La superficie è sostituibile e personalizzabile, inoltre sono presenti condotti per cavi che garantiscono sicurezza e accessibilità. I vantaggi sono molteplici: riduzione significativa dei tempi di installazione, rimozione e riposizionamento del sistema altrove, installazione dei moduli su qualsiasi superficie esistente (strada asfaltata, campo, sanpietrini, binari, ecc.) senza ricorrere a scavi.

GREEN
Le ciclopiste mOOve sono realizzate con polimeri riciclati provenienti da isole di plastica oceaniche, bottiglie di plastica, pneumatici, e così via. Un altro aspetto importante è che quando i moduli si deteriorano possono essere nuovamente riciclati con beneficio per l’economia circolare. L’impatto ambientale, grazie all’aumento della mobilità leggera, si traduce in una forte riduzione delle emissioni di CO2 generate dall’attuale mobilità urbana.

TECNOLOGIA
I percorsi hanno sensori, illuminazione a LED integrata e adattiva, elettronica, connettività e segnaletica orizzontale attiva. Tutte queste caratteristiche permettono funzionalità innovative quali  la manutenzione predittiva, l’interfaccia con i dispositivi mobili e la raccolta, analisi e distribuzione di dati e informazioni in tempo reale (anche ambientali sulla qualità dell’aria in termini di CO2 e polveri sottili).

SICUREZZA
Per mOOve il concetto di sicurezza è assolutamente basilare. Le corsie rialzate, infatti, sono separate dal traffico veicolare e hanno un’illuminazione dedicata. A ciò si aggiungono: segnaletica stradale attiva e passiva, sistemi di rilevamento antintrusione, tappeti antigelo e sensori per il monitoraggio dello stato di usura della pista consentendo al ciclista di muoversi senza correre alcun rischio.

Non solo svolta ecologica e migliore qualità di vita

Nei Paesi e nelle città che sono lungimiranti e sanno cogliere ciò che le continue innovazioni tecnologiche offrono in ottica smart, realizzare una mobilità leggera che preveda soluzioni come quella appena vista, non sarà più un costo ma può facilmente tramutarsi in ricavo per le amministrazioni pubbliche. Inoltre possono nascere servizi innovativi e nuovi modelli di business.

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