Una delle prime cose che notereste se vedeste il mio acquario è un fantastico esemplare di Zoantharia, un corallo curato con attenzione, grazie ad anni di dedizione. Vedreste la bellezza di una vita diversa, la meraviglia della natura che vive nei nostri oceani. Quello che però non potreste vendere è ciò che c’è sotto: nascosto nella sabbia e nelle rocce su cui vivono queste creature c’è un incredibile ecosistema di microrganismi, senza i quali le Zoantharie non potrebbero sopravvivere, né tanto meno prosperare.

Inoltre non sareste in grado di vedere quale sia il grado di attenzione necessaria per controllare le condizioni dell’ambiente in cui vivono questi coralli, i numeri riportati sul grafico minuto per minuto e giorno dopo giorno che mi informano quando qualcosa non funziona. Non sentireste il suono degli allarmi impostati quando un solo parametro scende al di sotto o sale al di sopra dei livelli di sicurezza. Ecco, queste sono le cose fondamentali che non potreste vedere, e il mondo della tecnologia non è molto diverso.

Quando parliamo di applicazioni adattive ci riferiamo a ciò che le persone vedono quando interagiscono con le aziende per acquistare un prodotto, pagare una bolletta o per ottenere assistenza; vedono semplicemente l’esperienza utente. Non possono vedere la miriade di applicazioni, infrastrutture, ambienti e servizi sottostanti che proteggono e forniscono quell’esperienza e sono fondamentali per garantire un’esperienza utente sana.

Lori MacVittie
Lori MacVittie, Principal Technical Evangelist, Office of the CTO di F5

Il ruolo dei dati

C’è una netta differenza tra capire che qualcosa non funziona e sapere cosa bisogna fare per risolvere un problema. Un aspetto semplice, come capire la relazione tra pH e temperatura, può fare la differenza e risolvere o peggiorare una situazione. Lo stesso vale per l’esperienza dell’utente, per questo un passaggio fondamentale è essere sicuri di raccogliere i dati giusti. Purtroppo una percentuale significativa di organizzazioni ancora non lo fa.

Un sondaggio condotto da Turbonomic mette in luce questo fenomeno. Quando è stato chiesto agli intervistati se la loro organizzazione stesse misurando le prestazioni delle applicazioni, il 60% ha risposto positivamente. Un dato promettente, se non che l’approccio più comune che utilizzavano era semplicemente misurare la disponibilità dell’applicazione, invece di gestirla dal punto di vista degli SLO (Service Level Objectives) che in genere si riferiscono al tempo di risposta o al throughput di transazione.

Fare un errore simile quando ci si riferisce all’esperienza utente ha un impatto significativo sul business, basti pensare che l’89% dei clienti sceglie di rivolgersi a un concorrete quando sperimenta una scarsa esperienza cliente. Il costo per acquisire un nuovo cliente e sostituire il precedente è elevato, parliamo di una media che varia da 77 dollari per cliente nel settore della vendita al dettaglio a oltre 250 dollari a cliente nel mondo finanziario. E, dal punto di vista del guadagno, la perdita potenziale è ancora più elevata: i clienti fedeli portano, in media, un valore dieci volte superiore a quello di un primo acquisto.

Quindi, mantenere elevata l’esperienza utente non è solo un bene per l’azienda, ma è fondamentale per la sua sopravvivenza e richiede la stessa zelante attenzione alla salute dell’esperienza utente che dedico al mio acquario con coralli tropicali. La chiave per ottenere le giuste misurazioni, nonché i corretti punti di controllo per automatizzare le risposte, è nell’infrastruttura e nei servizi che forniscono e proteggono le applicazioni.

Le applicazioni adattative sono Data-Driven

A Varsavia, in Polonia, un esperimento ha rivelato che otto cozze sono in grado di misurare la qualità dell’acqua meglio di qualsiasi altra tecnologia. Quando le cozze, che sono molto sensibili all’inquinamento, rilevano la presenza di acqua sporca, si chiudono, un’azione che fa scattare gli allarmi grazie a speciali sensori attaccati al loro guscio.

Organismi viventi come questi molluschi misurano istintivamente tutto e sono particolarmente astuti nel riconoscere il pericolo in base ai dati, ma nessun singolo sistema possiede questo superpotere. È necessaria la collaborazione di centinaia di sistemi interni che generano misurazioni e la capacità di analizzare i dati risultanti per prendere in una frazione di secondo la decisione che l’acqua è pericolosa.

Sono le misurazioni – i dati – a rendere adattabile un’applicazione. Senza chiari trigger sulle azioni, i sistemi applicativi non vedranno la necessità di adattarsi in quanto è la comprensione della capacità e della domanda a guidare la scalabilità. L’identificazione di attività dannose innesca azioni di sicurezza; allo stesso modo il riconoscimento di un degrado nelle prestazioni stimola l’ottimizzazione.

Per supportare le applicazioni adattative, i dati devono essere ampi e includere necessariamente misurazioni da ogni livello dello stack tecnologico; presi insieme e mappati ai processi aziendali, ai flussi di lavoro digitali, questi dati possono essere analizzati e trasformati nelle informazioni necessarie alle applicazioni per adattarsi automaticamente.

Analizzati ulteriormente, le relazioni, i modelli e i trend possono essere presentati ai responsabili dell’azienda perché abilitino la possibilità di allineare architetture, infrastruttura e applicazioni ai reali risultati di business. Questi insight possono fornire azioni automatizzate come la sicurezza basata sull’AI e le AIOps, oltre a consentire alle aziende e alle parti interessate IT di prendere decisioni più informate.

L’azione richiede sistemi in grado di ricevere istruzioni e di agire in base ad esse. Nel corpo umano, non è la nostra interfaccia con il mondo a reagire alle condizioni pericolose che si verificano dentro di noi, ma sono il nostro sistema immunitario e gli altri sistemi interni a reagire per nostro conto. Allo stesso modo, nel mondo digitale, i sistemi interni sono i servizi applicativi e le infrastrutture e sono le tecnologie nascoste all’interfaccia a generare i dati e agire per proteggere, scalare e ottimizzare l’esperienza dell’utente.

Quindi, le applicazioni adattive del futuro saranno guidate dai dati, abilitate dalla telemetria generata dai servizi delle applicazioni, dall’infrastruttura e dai sistemi che le distribuiranno, le proteggeranno e permetteranno loro di scalare, insieme a una piattaforma in grado di analizzare quei dati e produrre insight azionabili e automatizzabili. Solo seguendo questo approccio le aziende saranno in grado di innovare con sicurezza, più velocemente, verso la piena realizzazione di applicazioni adattive.

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