L’emergenza pandemica ha cambiato, in alcuni casi possiamo ben dire stravolto, la nostra vita quotidiana. Uno dei cambiamenti più grandi è stato l’ingresso del digitale in tutte le nostre case, o sperabilmente tutte. Anche chi prima resisteva tenacemente alle nuove tecnologie si è ritrovato catapultato in una dimensione digitale: dalla lezione alla riunione virtuale, dagli acquisti online alla videochiamata in famiglia, dalla discussione di laurea all’allenamento con il personal trainer della palestra, dall’ e-mail al proprio medico alla fruizione di attività varie – essenziali o di intrattenimento – migrate dal luogo reale al luogo virtuale. 

Questionario per i Comuni italiani
Il questionario rivolto ai Comuni italiani

Di fronte allo smarrimento dovuto all’incertezza del periodo e al crescente bisogno informativo, la Pubblica Amministrazione ha giocato un ruolo fondamentale diventando spesso il primo riferimento per i cittadini, che hanno manifestato un maggior senso di fiducia verso la PA, individuando in particolar modo nei Comuni uno tra gli interlocutori più cercati.

In questa fase estremamente critica, il digitale ha dimostrato di poter supportare le persone in ogni ambito, mettendo in luce grandi potenzialità per il miglioramento dei processi e dei servizi. 

A partire dalla comunicazione tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese facilitata dall’immediatezza dei social media, un altro ambito agevolato dal digitale riguarda la condivisione agile dei dati inerenti servizi, spostamenti, spazi, percorsi e persino edifici, attraverso ad esempio l’adozione della metodologia BIM-Building Information Modeling

È su questi temi che si concentra l’indagine condotta da Barbara Chiarelli e Elisa Cacciaguerra, giovani architetti e dottorande dell’Università di Trieste, che attraverso un questionario indirizzato a tutti i Comuni italiani vogliono indagare e comprendere lo stato dell’arte della comunicazione istituzionale attraverso web e social; la messa a disposizione di Open Data per la riorganizzazione dei servizi (sia durante che a seguito dell’emergenza Covid-19); del processo di digitalizzazione dei flussi di lavoro nel campo dell’edilizia; e infine lo stato dell’arte rispetto alle pratiche partecipative dei Comuni aperte ai cittadini.

I risultati dello studio, presentato in anteprima il 18 novembre all’assemblea nazionale di PA Social, contribuiranno a delineare un quadro aggiornato sui processi di digitalizzazione da parte dei Comuni italiani. I dati della ricerca saranno poi resi disponibili a tutti, in modalità aperta, a cura dell’Associazione PASocial, la prima associazione italiana dedicata a comunicazione e informazione digitale e la prima rete a livello mondiale nel suo genere per partecipazione di professionisti, giornalisti, comunicatori, nuove professioni del digitale, amministratori, manager, enti e aziende pubbliche, associazioni, imprese, cittadini. Le due ricerche di dottorato, condotte presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste, sono finanziate dal Fondo Sociale Europeo la prima e dal Comune di Trieste la seconda.

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