Il garante Antitrust apre fascicolo su Google per abuso di posizione dominante nei confronti delle altre aziende che fanno advertising.

Ancora una volta l’autorità antitrust avvia una procedura verso i colossi del mercato tecnologico per verificarne l’operato. Dopo Microsoft questa volta è toccato a big G e l’utilizzo dei dati che quotidianamente raccoglie dai milioni di utenti che utilizzano i suoi servizi. Secondo l’antitrust Google avrebbe violato l’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea per quanto riguarda la disponibilità e l’utilizzo dei dati per l’elaborazione delle campagne pubblicitarie di advertising avvantaggiandosi così i competitors che non riuscirebbero a creare una vera concorrenza sul mercato.

Nello specifico l’autorità antitrust sta verificando come, attraverso i principali prodotti di Google, a partire da Android, il sistema operativo presente sulla maggior parte degli smartphone in circolazione, passando per Google Chrome, uno dei browser per la navigazione Internet più utilizzati sui pc, fino ad arrivare a Google Maps, la app di cartografia e navigazione più popolare tra gli automobilisti, Google riesca ad ottenere una posizione dominante sul mercato pubblicitario.

Questo predominio del colosso di Mountain View (California) penalizzerebbe le altre aziende presenti sul mercato dell’advertising disincentivando gli investimenti e lo sviluppo di questo settore, compromettendone l’innovazione.

Non è da oggi che si valutano le aziende tech non solo dal fatturato ma dalla mole di dati che possiedono ed è chiaro ormai che tutti quei servizi che tutti noi utilizziamo quotidianamente e che vengono promossi come gratuiti vengono pagati con i nostri dati personali che, nell’epoca in cui viviamo, valgono molto di più di un corrispettivo economico.

Probabilmente la vicenda si chiuderà con una multa salata, imposta dall’autorità garante nei confronti di Google, e con una tirata d’orecchie ma fa riflettere come un’unica azienda possa dominare uno dei mercati più importanti a livello mondiale, quello pubblicitario, grazie ad un database praticamente infinito di informazioni su di noi, sulla nostra vita quotidiana, sulle nostre necessità, sui nostri spostamenti e i nostri acquisti che, volontariamente o involontariamente, ogni secondo della nostra vita, transitano attraverso il web.

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