La donna che nel 2018 in Arizona (USA), alla guida di un automobile Uber in fase di sperimentazione della guida totalmente autonoma, investì un pedone uccidendolo, è stata accusata di omicidio colposo rischiando dai due ai sei anni di prigione. Durante la valutazione dell’accusa da parte del Gran Giurì americano è stata presa in considerazione la normativa per cui, durante la sperimentazione la persona al volante dell’automobile doveva comunque restare vigile e concentrata su quello che avveniva durante il percorso e, dagli accertamenti eseguiti, sembra che la conducente si fosse distratta per diversi secondi e si fosse accorta del pedone troppo tardi per correggere l’errore del sistema “intelligente” di guida autonoma.

I sistemi a guida autonoma, sviluppati ormai da diversi anni da numerose case automobilistiche, si compongono di diverse telecamere installate esternamente e internamente all’abitacolo della auto, di sensori di prossimità, di illuminatosi a raggi infrarossi, che assieme forniscono dati a un computer centrale dotato di un’intelligenza artificiale che li elabora andando poi ad impartire i comandi all’automobile al posto del pilota.

Il caso dell’Arizona dimostra come la tecnologia sviluppata per le automobili a guida autonoma possa, in alcuni casi, portare a non riconoscere ostacoli presenti sulla strada o a valutare male situazioni dubbie impartendo così al veicolo i comandi sbagliati. La sostituzione dell’essere umano risulta per ora ancora una strada di lunga percorrenza dove sistemi di questo tipo possono migliorare l’esperienza di guida delle persone fornendo ulteriori informazioni durante la guida ma lasciando al pilota l’ultima decisione in base ai riflessi e la valutazione delle diverse situazioni che la mente umana riesce a elaborare anche grazie all’esperienza di guida pregressa.

Per ora le sperimentazioni di guida autonoma continuano in USA e nel Regno Unito ma sembra ma un forte interesse viene dimostrato anche in Europa e diverse sperimentazioni stanno per partire nel 2021 comprendendo anche il nostro Paese.

Ci stiamo avvicinando sempre di più ad una realtà non dissimile dallo scenario tratto dal film Blade Runner dove, nel lontano 1982, anno di uscita nelle sale cinematografiche, si prospettava un futuro governato da robot e mezzi di trasporto dotati di intelligenza e completa autonomia.

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