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Sicurezza urbana attraverso il modello di smart city

Aumentare la sicurezza sul territorio è uno dei punti fondamentali che si pone chi amministra il processo di realizzazione di una smart city. Monitorare costantemente ciò che succede nelle vie della propria città sta diventando una priorità, ma per farlo non è solo necessaria l’installazione di telecamere con a bordo l’intelligenza artificiale, pronte a captare comportamenti anomali che potrebbero verificarsi, ma è necessario costruire un’infrastruttura articolata che si basi su reti di ultima generazione, firba ottica e 5G, sensori, applicazioni IoT che, interagendo tra loro, possano predire e quindi prevenire situazioni critiche che possano mettere a rischio la vita dei cittadini, sia esse provocate volontariamente che involontariamente.

Il concetto di monitoraggio del territorio va quindi esteso, ad esempio, ai rischi sismici, idreogiologici, metereologici, potendo prevedere o rilevare in tempo reale eventuali pericoli e inviando le informazioni alle centrali della Protezione Civile comunale e regionale al fine di allertare immediatamente il personale addetto ad intervenire.

Va considerata anche la parte di informazione al cittadino che deve essere repentina e fornire indicazioni sul comportamento da utilizzare in caso di emergenza.

Le analisi di tutti i dati forniti dai vari dispositivi dislocati sul territorio devono essere elaborate attraverso il cloud computing, tecnologia informatica che consente di sfruttare la rete internet per distribuire risorse software e hardware da remoto. Tutti questi dati dovranno poi essere immagazzinati per poter effettuare dei raffronti comparativi durante gli anni al fine di poter migliorare il modello di smart city e implementare ulteriori soluzioni tecniche per incrementare l’efficacia della sicurezza sul territorio.

Solo in questo modo è possibile parlare di sicurezza attiva che sfrutti al meglio le possibilità e potenzialità offerte dalla ricerca tecnologica.

di Christian Tosolin

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