L’epidemia di Coronavirus sta modificando radicalmente quei processi di innovazione e trasformazione digitale che da anni erano in atto anche nel nostro paese ma che stentavano a decollare. Il virus ha costretto aziende, governi e Pubbliche Amministrazioni a spingere sul pedale del digitale e dell’innovazione rivalutando così anche i modelli di smart city implementati nelle città.

Il tema di maggior attenzione in questo momento è quello della sostenibilità energetica. Le città devono poter gestire il proprio fabbisogno ottimizzando, attraverso le soluzioni più innovative, il consumo di energia. Ultimamente si stanno affacciando sul mercato una serie di soluzioni per aumentare la produzione di energia pulita e per il suo stoccaggio a lungo termine.

L’attenzione all’ambiente è la base su cui fondare il modello per una città intelligente che ha come fine ultimo il benessere dei propri cittadini. Per questo è necessario un sistema di controllo del territorio implementando sistemi IOT che forniscano dati in tempo reale sulla mobilità, sul traffico ma anche, in questo periodo, su eventuali assembramenti di persone. La videosorveglianza cittadina diventa così strumento di verifica del comportamento delle persone al fine di ottimizzare i servizi, la viabilità, la salute.

In questo momento la necessità è quella di creare tavoli di lavoro operativi che uniscano PA, multiutility del territorio, sviluppatori, urbanisti, mobility manager per ottimizzare un modello che trasformi le città e le modalità con cui vengono forniti e gestiti i servizi pubblici. Diventa necessario sfruttare le nuove tecnologie come il cloud computing e i Big Data, l’Internet delle cose, come fattori abilitanti per elaborare tutti quei dati parlanti che raccontano gli usi degli abitanti della città e creare così dei percorsi di ottimizzazione.

di Christian Tosolin

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