Se parliamo di tecnologia legata a questo drammatico periodo, la mente corre immediatamente alle lunghe sessioni di smart working, alle video-lezioni, ai webinar e a tutti quegli strumenti che, bene o male, ci hanno permesso di portare avanti il nostro lavoro, lo studio ed i rapporti sociali nella vita quotidiana. Se non ci fosse stata la tecnologia ad aiutarci in queste difficili settimane le conseguenze sarebbero ben più drastiche di quanto non siano effettivamente state ma oltre alle esperienze che abbiamo vissuto in prima persona, l’innovazione ha dato un importante contributo alla lotta al Covid-19 grazie a grandi nomi che hanno messo a disposizione le proprie conoscenze e competenze per il bene di tutti.

Uno dei nomi che sicuramente spicca in questo scenario è quello del marchio Ferrari che in questi giorni sta facendo parlare di sé grazie ad F15, il nuovo ventilatore polmonare progettato dalla Casa di Maranello in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT). Questo ventilatore, affidabile, versatile e facile da assemblare, sarà in grado di ottimizzare il consumo di ossigeno risultando anche più economico rispetto ai ventilatori attualmente in uso grazie ai materiali impiegati, facilmente reperibili, risultando quindi uno strumento fondamentale nella gestione dell’emergenza in corso.

L’IIT si è reso protagonista anche di un altro progetto “iFeel-you”, un braccialetto smart in grado di monitorare la distanza con altre persone che indossano lo stesso dispositivo. Il funzionamento è molto semplice, se muovendoci in un luogo pubblico incontriamo un’altra persona che indossa il medesimo smartband, entrambi i dispositivi avvertiranno del mancato rispetto della distanza di sicurezza vibrando ed emettendo una luce.

Non prevedendo un Gps, “iFeel-you” rappresenta sicuramente un’ottima alternativa all’app Immuni che tante polemiche ha suscitato proprio perché sembrerebbe non rispettare la privacy di chi la scarica sul proprio smartphone.

Genova sembra essere un terreno fertile in tema di innovazione, è infatti di Mestel Safety, azienda genovese specializzata in maschere da snorkeling, l’idea già brevettata di trasformare questo tipo di maschere in dispositivi di protezione contro il coronavirus. Mentre un’altra azienda ,stavolta di Brescia, la Isinnova, ha realizzato una valvola stampata in 3D per trasformare le suddette maschere da snorkeling in respiratori, in questo caso senza scopo di lucro.

Nasce invece dall’idea di Simone Tomasello, imprenditore veneto, “Spray for Life” un dispositivo che avrà come destinazione d’uso locali sia pubblici che privati e che consentirà di fornire un sistema di igienizzazione e controllo della temperatura delle persone in entrata, tutto in un unico apparecchio.

“Spray for Life” si presenta come un totem dove convivono un termo scanner ad infrarossi per il controllo della temperatura corporea, un dispenser di gel igienizzante mani con fotocellula, che lo rende no touch, ed un nebulizzatore spray, anch’esso no touch, per la disinfezione delle calzature, il dispositivo inoltre è in grado di verificare se la persona che lo sta utilizzando indossa la mascherina o meno.

Polaroid presenta StaySafe 1 e StaySafe 2, dispositivi che rispondono ell’esigenza di protezione e sicurezza in ambienti medici, professionali o per chiunque necessiti nel quotidiano di uno strumento di protezione individuale. Si tratta di un paio di occhiali, nel primo caso, e di uno scudo facciale, nel secondo, entrambi realizzati in policarbonato. Polaroid ha già donato diecimila dispositivi agli ospedali delle zone più colpite dalla pandemia.

Già da Febbraio fino ad oggi sono moltissime le aziende, nonché gli artigiani, che si sono impegnati a progettare ogni sorta di strumento utile in questa lotta al virus, c’è chi ha pensato di ideare un box per la sanificazione dei carrelli dei supermercati, chi un bracciale contenente liquido igienizzante da avere letteralmente sempre a portata di mano e chi un sistema di disinfezione per impianti di climatizzazione. Ma la lista non finisce qui e per chi avesse voglia di mettersi a disposizione della comunità l’EIT (European Institute of Innovation and Technology) stanzia un finanziamento di 60 milioni di euro per promuovere il lancio di nuovi progetti di innovazione per far fronte alla crisi nell’ambito dei “progetti di risposta pandemica”.

di Cristina Giacomelli

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