Come sta cambiando il lavoro spostato dagli uffici al proprio domicilio? Quello che comunemente chiamiamo smart working ma in questo caso, più correttamente, dovremmo chiamare home working, si struttura quasi esclusivamente tra il pc e lo smartphone dove impazzano decine di software per mantenere i contatti con l’azienda, con i clienti, con i colleghi in un turbinio di videochiamate, meeting, riunioni digitali, webinar saltando da un’app all’altra con la paura di sbagliare l’inquadratura della webcam o non saper far funzionare il microfono.

La piattaforma Zoom è stata tra le prime a proporre i suoi servizi disponendo di un’ampia fascia di sottoscrizioni, da quella gratuita con il limite delle 100 persone per stanza e un massimo di 40 minuti per sessione, a quella super professionale, ma carissima, per creare stanze grandi quanto un teatro accogliendo fino a 1000 partecipanti. La funzione migliore è quella che ti permette di fare lo streaming della riunione o del webinar direttamente su Facebook o Youtube.

Google risponde a Zoom con lo strumento Meet che, da maggio 2020, è gratuito per tutti con la limitiazione di 100 partecipanti a stanza e 1 ora di meeting.

L’ultimo nato è Messenger Rooms di Facebook, creato appositamente per far concorrenza agli altri, integrandosi direttamente nella piattaforma di instant messaging di Facebook e sfruttando le amicizie già consolidate sul popolare social media. Lo strumento è gratuito, non pone limiti di tempo ma supporta, al massimo, 50 utenti contemporanei.

Ora non vi resta che valutare pregi e difetti e fare la vostra scelta.

di Christian Tosolin

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