Editoriale a cura di Anna Paola Sabatini, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio

Con la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo per la parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 durante l’ultimo tavolo negoziale all’Aran, prosegue la moderna, effettivamente copiosa, stagione dei rinnovi contrattuali nel comparto scuola. Nella nuova prospettiva la modernizzazione delle relazioni sindacali nel mondo della formazione non incarna più una visione futuristica, ma un processo in corso sia sotto il profilo delle dinamiche di relazione tra gli interlocutori, che dal punto di vista della realtà lavorativa degli appartenenti al comparto. Pensiamo ad esempio anche solo al riconoscimento dell’attività formativa dei docenti svolta attraverso le piattaforme digitali, alla Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale per i profili ATA, ma, soprattutto, al contributo che il digitale viene riconosciuto apportare alla semplificazione amministrativa, e quindi all’abbattimento del carico burocratico che grava su tutte le strutture del sistema.
Anche gli stessi Sindacati, peraltro, sul loro fronte, stanno adottando versioni specializzate di modelli linguistici (LLM) per offrire risposte immediate su questioni contrattuali diventando così, in alcuni casi, operativi anche H24, e delegando magari agli strumenti offerti dalle nuove tecnologie una parte di compiti più ripetitiva che consente di prendere in carico le istanze dei lavoratori almeno in prima fase.
L’innovazione tecnologica e il digitale vedono così modificata integralmente la loro narrazione, e non solo, e dall’essere un’emergenza da gestire vengono elevate a rango di elemento sostanziale delle relazioni sindacali e del lavoro a scuola. Così, anche nell’ambito della contrattazione di secondo livello per cui sono responsabili gli Uffici Scolastici Regionali, e dove i punti nodali individuati a livello nazionale devono diventare operatività per il territorio, la modernizzazione delle relazioni sindacali rappresenta una frontiera particolarmente interessante e l’integrazione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale appaiono realmente in grado di trasformare i processi essenziali. Non possono non considerarsi in questa direzione le criticità sempre emergenti ad esempio nel cercare di coniugare le risorse in disponibilità con le reali esigenze dei territori, dove l’IA potrebbe dare un importante supporto nell’analizzare i dati provenienti dalle singole scuole e simulare, contestualmente, anche durante le negoziazioni stesse, l’impatto delle diverse ipotesi risolutive adottabili.
Nell’ordine della stessa importanza si potrebbe considerare la gestione dei flussi informativi che, su un percorso già in parte in fase di esplorazione avanzata, potrebbe sempre maggiormente sfruttare piattaforme di e-Collaboration, da un lato, così come potrebbe essere funzionalmente pensato anche l’utilizzo di un’IA conversazionale istruita sui contratti integrativi regionali. Insomma, un sistema di innovazioni che va a collocarsi a pieno titolo in un meccanismo di ripensamento complessivo delle relazioni sindacali anche nel settore educativo che vedono progressivamente il modificarsi della loro stessa natura, e che le proietta sempre più verso un rapporto tra partners che collaborano, pur nella distinzione dei ruoli, condividendo una visione e una logica di sistema, dove non c’è spazio per chi intende svolgere la propria attività facendo appello all’emotività.
Una modalità rinnovata e che richiama sempre più il rispetto dei ruoli reciproci e il necessario richiamo a un codice etico le cui regole non possono essere derogate. Una dinamica nella quale un’amministrazione autorevole, consapevole della funzione strategica di governance delle relazioni sindacali deve, tuttavia, sempre di più saper distinguere tra l’eventuale conflitto di merito, utile per la sua attività, e invece il coinvolgimento strumentale che non va mai assecondato proprio per non venir meno alla propria funzione più autentica. La tutela dei diritti dei lavoratori è una cosa troppo seria per essere spostata su terreni che non le appartengono e un’amministrazione solida deve sempre restare con fermezza il garante delle regole e soprattutto della verità dei dati.