Khabi Lame: dalle case popolari al New York Times

 Khabi Lame: dalle case popolari al New York Times

Immagine da Instagram

Khabi Lame, il TikToker dei record che sorpassa anche Chiara Ferragni

Da zero a 24milioni di follower su Instagram in poco più di un anno, un successo che lo ha portato addirittura più in alto della popolarissima Chiara Ferragni. Il nuovo fenomeno social si chiama Khabane – per gli amici Khabi – Lame, ha 21 anni e fino a qualche mese fa viveva nelle case popolari di Chivasso, alle porte di Torino, dove arrivò ad appena un anno dal Senegal insieme ai genitori. 

Nella primavera del 2020 Khabi era un operaio specializzato in macchine a controllo numerico. Poi sono arrivati il licenziamento, il lockdown e un nuovo passatempo domestico: realizzare video divertenti e postarli su Tik Tok. La comicità nata per gioco sul social dei giovanissimi oggi lo ha reso il terzo tiktoker più seguito al mondo dopo Charli D’Amelio e Addison Rae ed il primo assoluto in Italia. Il successo è arrivato, di colpo, negli ultimi mesi, quando i follower hanno cominciato a raddoppiare di minuto in minuto fino a raggiungere quota 75,3 milioni. Merito forse, ad un certo punto, anche di un like da parte del papà di Facebook, Mark Zuckerberg, che voleva congratularsi per essere stato superato nel numero di follower su Instagram.

Ma qual è il segreto del fenomeno Khabi? Dal punto di vista dei contenuti, sicuramente la semplicità. I video prendono spunto dalle trovate demenziali del web (challenge, tutorial sugli argomenti più disparati) che il giovane protagonista, grazie ad un’irresistibile mimica facciale, “smonta” e prende in giro con leggerezza. Nessuna post produzione o apparecchiature sofisticate, si parte davvero con nulla: l’inquadratura dello smarphone, sullo sfondo le pareti di casa, un cartone del latte, un bicchiere, una mela. Non dimentichiamoci che, mentre Instagram è il regno degli influencer e delle celebrità, su Tik Tok sono il talento e la capacità di creare contenuti originali, a dispetto del brand, a farla da padroni: per questo le star più amate dalla generazione Z sono ormai sempre più spesso giovanissimi sconosciuti. Ma c’è anche un fattore “tecnico”: senza dubbio, infatti, il gesto iconico con i palmi delle mani rovesciate, come a dire “ci voleva tanto?” con cui terminano tutti i suoi video è costruito appositamente per donare loro una riconoscibilità e si è rivelato perfetto per farli diventare virali. Ultimo ma non meno importante, il tema dell’inclusività: come si possono creare contenuti che possano essere apprezzati a Torino come a Pechino? Con un linguaggio universale, in questo caso quello dei gesti, al posto delle parole. 

Khabi Lame
Il profilo TikTok di Khabi Lame

Di follower in follower, la sua scalata social è diventata un fenomeno globale, di cui ha parlato addirittura il New York Times: “il suo fulmineo successo in qualità di creatore digitale – spiega il quotidiano statunitense-  merita attenzione perché Khaby Lame non ha avuto nessun appoggio e non si è affidato a una crescita artificiale ricorrendo all’acquisto di follower. La sua ascesa è stata del tutto organica. Il segreto è la sua universale, esasperata qualità di uomo qualunque”. E forse è proprio per questo che la sua “favola” è diventata così popolare.

Di strada, dai primi tik tok in quarantena per ironizzare sull’amuchina e sullo stare in casa, Khabi ne di sicuro ha percorsa parecchia. Con i follower sono arrivati i primi contratti pubblicitari, un video con il calciatore del cuore Alessandro Del Piero, un manager. E nel suo futuro ci sarebbero addirittura una collaborazione con Netflix e un film con Will Smith. Ma non manca uno sguardo anche a temi importanti, come il movimento black lives matters, cui ha dedicato alcuni contenuti e la cittadinanza: come ha sottolineato in alcune recenti interviste, mentre la stampa internazionale lo definisce “il più famoso tiktoker italiano”, pur essendo cresciuto nel nostro paese non ha ancora ottenuto la cittadinanza.

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