Il porto, per definizione crocevia di merci e genti, sarà il fulcro per il rilancio e lo sviluppo della realtà economica in un mondo segnato così gravemente dalla pandemia del CoViD-19. La ragione è semplice: le infrastrutture portuali, per come sono concepite, possono rimanere operative nonostante i fenomeni di chiusura generalizzati implementati dai vari Stati per contenere l’emergenza sanitaria. Al netto della loro regolamentazione, si possono classificare come delle “cittadelle” che possiedono la capacità di restare operative anche nei momenti critici, alimentando gli scambi, i traffici e i rifornimenti.
Tramite esse inoltre circola una buona parte delle materie prime e dei beni necessari allo stimolo della cosiddetta società dei consumi; il porto, in questo contesto, si conferma come hub operativo-logistico, di trasporto e di scambio essenziale per il rafforzamento della struttura economica dei paesi.

Smart Terminal

Se è vero che gli scali marittimi per antonomasia rappresentano un’importante strada di movimentazione per tutte le merci, è pur necessaria una riflessione sul ruolo futuro delle infrastrutture navali nel nostro tempo.
La grande sfida che affronteranno i porti sarà l’abbattimento delle barriere fisiche in favore delle libertà digitali. Il concetto di Smart Terminal prevede l’implementazione di sistemi informatici per favorire il lavoro delle infrastrutture e fornire le stesse di nuove capacità di dialogo e comunicazione. Conseguentemente ciò permetterà di digitalizzare le operazioni doganali, ottimizzare i costi e rendere più efficiente il lavoro dei comparti operativi. Le cosiddette Autostrade Del Mare infatti non sono realizzabili se non attraverso un solido processo di digitalizzazione, che consenta anche la facile interconnessione tra governi, industrie e infrastrutture.
Ampliando il raggio di ragionamento, il porto digitale può assumere anche un ruolo di coordinamento delle varie opere infrastrutturali, semplificando i collegamenti: lo Smart Terminal infatti può racchiudere nel suo spazio anche i corridoi di terra come le ferrovie e il traffico stradale, consentendo un’ottimizzazione dei percorsi e un alleggerimento del traffico ferrato e su gomma.
Lo sviluppo e la volontà di attrarre investimenti rimangono indissolubilmente legati alla capacità di un paese di modernizzare e rafforzare le sue opere infrastrutturali, intese sia come strutture fisiche che informatiche. In una trasposizione geopolitica, per l’Europa lo stimolo della digitalizzazione dei porti dovrebbe essere prioritaria, in quanto consente l’ottimizzazione degli scambi e pone una solida base per gli investimenti futuri.

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