L’83% dei giovani italiani (più di 3.5 milioni di persone) trascorre più di 4 ore al giorno su internet, mentre il 51% dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni ha difficoltà a prendersi una pausa da web e social e controlla lo smartphone in media 75 volte al giorno.

Percentuali importanti, che fanno riflettere sulla capacità dei giovani adulti di rapportarsi alle tecnologie in modo consapevole, di gestire il tempo on line e quello off line con equilibrio, di ponderare le attività legate alla tecnologia rispetto a quelle della vita analogica. In una perenne realtà esistenziale onlife, sta diventando sempre più difficile scindere i due mondi, continuamente più interdipendenti e interconnessi. Si pensi solo a come la Didattica a distanza degli ultimi mesi stia cambiando, da un punto di vista psicologico, le forme e i modelli di apprendimento e di socialità dei ragazzi. 

Davide Dal Maso (classe 1995, inserito da Forbes nella lista degli Under30 leader del futuro e il più giovane ad avere tenuto una docenza all’Università di Padova a soli 21 anni) mentre era ancora tra i banchi di scuola assisteva alle lezioni di sensibilizzazione sul digitale rivolte agli studenti. In IV superiore, vedendo i compagni indifferenti rispetto al consistente aumento di episodi di cyberbullismo e sexting, decise di fondare nel 2018 il movimento no-profit di formatori etici esperti di digitale in tutta Italia “Social Warning” coinvolgendo colleghi e professionisti del web. Lo scopo? Offrire a studenti e genitori un quadro completo della situazione, che li renda consapevoli dei rischi, senza allarmismi e senza panico, mettendo però in luce anche le aree di apertura, tecnologica e informativa, che la rete offre a chi sa utilizzarla con attenzione.

Davide è un vulcano e la sua rete (il suo “ecosistema”, come ama chiamarla lui) sta crescendo a vista d’occhio: nell’ultimo anno hanno incontrato oltre 10mila persone, giovani nelle scuole e genitori, per trattare il tema dell’educazione al digitale e sensibilizzare sui “rischi e potenzialità del web”: “Come pensate reagirà un giovane o un adolescente nativo digitale di fronte all’ennesimo insegnamento impartito da persone non preparate sull’argomento, che magari non hanno nemmeno un account Facebook? Parlare solo dei problemi della rete e delle pesanti sanzioni in cui si può incorrere trasgredendo la legge avrà due risultati: spaventare oppure incoraggiare gli spiriti più liberi e ribelli a trasgredire, esponendosi a pericoli a volte incontrollabili” dice per raccontare il suo approccio non cattedratico, ma empatico.

E proprio oggi, dalle 15, il movimento darà vita a una campagna di raccolta fondi nazionale con l’obiettivo di raggiungere 10mila euro che serviranno per creare una campagna di sensibilizzazione sul tema della dipendenza da smartphone e svolgere 100 interventi di formazione all’interno delle scuole (ovviamente on line, in questo periodo, a causa dell’emergenza sanitaria).

Insomma, una vera e propria campagna di crowdfunding. Dal basso. Anche per centrare l’obiettivo dell’associazione per il 2021: formare più di 60.000 ragazzi e genitori. E per essere ancora più diretti verrà lanciato un cortometraggio per sensibilizzare sull’argomento della dipendenza da smartphone con dei materiali di supporto, in pillole.

Vogliamo portare la cultura digitale nelle scuole secondarie di primo e secondo grado e nelle università con attività di informazione e azioni etiche che migliorino la società grazie a un uso consapevole della rete” continua il fondatore, con un sorriso fiducioso.

Per seguire lo storytelling della campagna sui social gli hashtag scelti sono #ConsapevoliDigitali#SocialWarning e #MovimentoEticoDigitale. Perché per parlare ai giovani, occorre utilizzare il loro linguaggio. Social, off course.

Argomenti #cyberbullismo #social warning