Terminata dunque un’altra edizione della Milano Fashion Week, noi di DataMagazine abbiamo cercato di trasmettervi quanto più possibile l’atmosfera creativa, propositiva ed innovativa che abbiamo respirato ad ogni evento, pur sentendo lontano il vero spirito fashion dato dalle sfilate fisiche che purtroppo quest’anno sono state più che mai strettamente esclusive per il distanziamento.

Abbiamo terminato il nostro tour al Museo Poldi Pezzoli che, per questa occasione particolare, ha dedicato determinati spazi alla moda con capi in concessione direttamente dai grandi brand come Fendi, Gucci, Armani, Prada e Versace. La mostra intitolata “MEMOS” è stata realizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di ICE Agenzia e del Comune di Milano.

Il fine ultimo della mostra è stato quello di far riflettere sulla moda contemporanea, sulle sue qualità e sui suoi attributi, trattando varie tematiche: dall’emancipazione femminile, al rapporto uomo-donna, all’analisi sociologica di un mondo in continua evoluzione.

I capi, esposti tra gallerie d’arte, oggetti preziosi, orologi di lusso, pezzi unici dell’arte e dell’oreficeria italiana, hanno seguito un percorso itinerario studiato nel dettaglio per descrivere e rappresentare con tratti distintivi la moda di questo millennio.Versace, ad esempio ha dedicato un intero spazio per i suoi due abiti lunghi in oro metallico che omaggiano la bellezza e la determinazione della donna, ricordando le storie di Marilyn Monroe, Bacall e Grable. Prada ha descritto la relazione uomo-donna attraverso un cappello ricoperto di piume di pavone ed infine Dior ha descritto la femminilità e la bellezza in generale associata ai colori, con citazioni tratte dall’Inno alla Bellezza di Charles Baudelair.

Un’altro esempio, questo della mostra, che ci fa comprendere come la moda si presti in modo versatile ad accompagnare e valorizzare la cultura in senso lato e come sia, oggi più di ieri, un punto di forza per l’economia italiana da cui ripartire.

Consapevoli che, per quanto concerne il lato digitale ed innovativo del settore moda, ci sia ancora molto da lavorare per rendere la comunicazione rapida, chiara, completa ed accattivante, anche a livello visivo, per compiere un’ulteriore passo verso l’ottica smart, vi lasciamo alla prossima Fashion Week.

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