Si trova nel cuore della Capitale, in via Barberini 34, il primo bistrot dove scambiare e ricevere informazioni sulle criptovalute. Nel locale sarà anche possibile pagare alle casse, acquistare e fare trading registrandosi sulla piattaforma www.coinbar.io.

L’ iniziativa, promossa dalla società Coinbar, con il suo fondatore e padre del progetto Antonello Cugusi, insieme a Josas Immobiliare, realtà specializzata nel commercio real estate, ha subito riscosso un grande successo.

Sono passati più di dieci anni da quando i bitcoin hanno fatto il loro debutto, con un valore che è oscillato parecchio, passando dai massimi di 20mila dollari iniziali agli attuali 8500: “Finalmente, dopo i primi anni di confusione, ora si inizia a parlare con cognizione di causa di criptovalute e della tecnologia sottostante”, ha spiegato Gian Luca Comandini, che fa parte della task force del Ministero dello Sviluppo Economico sulla blockchain e direttore della Blockchain Management School.
“Siamo a un punto di non ritorno. Prepariamoci ad assistere nel prossimo decennio al collasso di tanti sistemi intermediari che hanno causato fin troppe crisi e problemi globali e ad accogliere nel bene e nel male una nuova era di decentralizzazione. Ciò impatterà su tutto, non solo sul nostro sistema economico e monetario, che tuttavia è il primo a essere trasformato”.

Una rivoluzione, insomma, che riguarda sia il concetto di moneta che quello di caffè: che sia letterario, in cui confrontare idee e inaugurare nuove correnti artistiche, o sportivo, reunion di tifosi in cerca di dopo-lavoro, il bar da sempre disegna le nostre città e ne definisce epoche e geografie, si modella sulle persone e resta al passo rispetto alle macro trasformazioni generazionali. Ed oggi possiamo dirlo, diventa anche banca virtuale.

di Elisa Laezza

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