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Pagamenti digitali: ecco cosa cambia dal 1° luglio

Dal 1° luglio 2020 diventa operativo il Bonus Pos, credito d’imposta sui pagamenti elettronici, una misura nata con l’obiettivo di rafforzare i pagamenti digitali come forma di lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro. Ne potranno usufruire le imprese e i liberi professionisti con ricavi o compensi fino a 400.000 euro che accettano pagamenti mediante carte di credito, di debito e prepagate e altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.

Il bonus sarà utilizzabile solo in compensazione a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento delle spese. Dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo (in questo caso del 2021 per il 2020) e non andrà a cumularsi al reddito stesso e di conseguenza non inciderà sulle tasse relative e dell’IRAP.

Per ottenere il credito dovrà essere inviata comunicazione, utilizzando il software predisposto dall’Agenzia delle Entrate, in cui andranno evidenziati sia il numero delle operazioni effettuate nel periodo di riferimento sia gli importi delle commissioni e dei costi fissi periodici addebitati dagli operatori finanziari che mettono a disposizione il Pos.

La comunicazione dovrà essere effettuata entro il 20 del mese successivo e il credito, maturato con cadenza mensile, potrà essere utilizzato a decorrere dal mese successivo.

Sempre dal 1° luglio viene ridotta la soglia dell’uso del contante: il decreto Fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 ha stabilito che il valore soglia – oltre il quale si applica il divieto al trasferimento di denaro liquido fra soggetti diversi – venga decurtato dagli attuali 3mila euro a 2mila euro con decorrenza dallo stesso 1° luglio, per poi scendere a mille euro a partire dal 1° gennaio 2022.

Possiamo ben affermare che la pandemia ha impresso un’accelerazione alla digitalizzazione dei pagamenti in Italia. Secondo Netcomm, nei primi 4 mesi del 2020 ci sono stati 2 milioni di nuovi compratori online, contro i 700mila dello scorso anno. PayPal nel primo trimestre ha rilevato cambiamenti straordinari delle abitudini di consumo degli italiani: 10 milioni di nuovi utenti attivi (+135% rispetto al 2019), +22% del volume totale dei pagamenti. Numeri che suscitano impressione in un Paese in cui circa l’85% dei pagamenti avviene ancora in contanti. Adesso, con l’entrata in vigore delle nuove norme, la tendenza a digitalizzare i pagamenti potrebbe essere ulteriormente rafforzata, anche se c’è chi resta scettico e sostiene che porre un limite al contante non sia di incentivo al consumo ed inoltre teme che le nuove misure sui pagamenti digitali vengano facilmente aggirate.

di Elisa Laezza

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