L’emergenza e il lockdown hanno rivoluzionato lavoro e tempistiche della pubblica amministrazione, soprattutto di chi era impegnato in prima linea nella gestione della pandemia e ancor di più per quanti dovevano gestire la trasmissione delle informazioni.

Ci siamo quindi abituati a puntare i riflettori sullo strumento della comunicazione – piattaforme, chat, videocall – sull’iperreattività e l’immediatezza delle risposte, sulla conquista della fiducia e dell’autorevolezza per contrastare le decine di fake news circolanti nella rete.

Quello a cui ci stiamo preparando ora è un nuovo cambio di marcia.  La fase due ci impone il ritorno alle informazioni di servizio, alla trasmissione di indicazioni concrete sulle modalità di accesso a quei servizi sanitari che sono stati congelati per motivi di sicurezza. Questo significa in prima istanza riappropriarci della nostra creatività, puntare alla differenziazione dei messaggi, senza perdere di vista che il ritorno all’epoca pre-covid non sarà più possibile.  Sono cambiati i bisogni e le esigenze delle persone ed è ancor più necessario continuare a richiamare alla prudenza e alla responsabilità individuale.

Il rischio sanitario – che alcuni hanno già scordato – è ancora presente, ed è essenziale continuare a fornire indicazioni precise che garantiscano la non diffusione del contagio e il contenimento di nuovi focolai.

Per noi comunicatori della sanità si tratta di fase ancora più delicata e complessa, perché gli imperativi per la salvaguardia della salute del Paese devono evolvere in continui appelli alla responsabilità e alla pazienza. Siamo nella fase della confusione. Test, tamponi, accessi limitati stanno mettendo a dura prova le persone. Il nostro compito, ancora una volta è quello di essere una garanzia di informazione, corretta, credibile e in qualche modo immutabile. Il nostro passo deve procedere sicuro anche quando ci troviamo nell’incertezza, perché il servizio sanitario pubblico ha nella sua mission il farsi carico delle ansie oltre che delle emergenze e delle acuzie.  Ben vengano quindi i cittadini che chiedono decine di volte le stesse informazioni attraverso le piattaforme a disposizione, noi saremo pronti e disponibili per loro ogni giorno.

di Roberta Mochi

Argomenti #comunicazione #Fase2 #PA #Pubblica amministrazione