Il lockdown ha catapultato il mondo intero in una nuova dimensione quotidiana che ha modificato le modalità di lavoro e la vita privata, imponendo distanziamento sociale e misure precauzionali per ridurre i contagi da coronavirus.

C’è stata un’accelerazione alla trasformazione digitale inaspettata, è stato adottato lo smart working per tanti lavoratori sia privati (lo smart working è adottato dal 24,6% delle imprese italiane) che pubblici, c’è stato un boom di video call, videoconferenze, webinar, eventi in diretta social. Ed è andata in onda la saga dei DPCM coi loro allegati per regolamentare l’apertura e la sospensione delle attività economiche in base ai codici Ateco.

In tempi di emergenza sanitaria da Covid-19 la tecnologia ed il digitale giocano quindi un ruolo di fondamentale importanza per evitare di restare indietro e soccombere, sia per le pmi e soprattutto per le microimprese, le ditte individuali, le attività artigianali, compresi i negozi. Bisogna saper adattarsi ai cambiamenti con resilienza e spirito di apertura alle novità, sperimentando nuove tecnologie, direzioni e percorsi, per una ripresa ed un rilancio smart.

È buona norma tramutare l’imprevisto in una sfida da giocare per “svecchiare” e migliorare la propria attività e la brand image, senza lasciarsi abbattere dalle difficoltà ma perseverando e sperimentando.

Nel breve periodo si può rilanciare il business con il commercio online e incrementare le vendite con il social e-commerce.

Si può puntare a marketplace come Amazon o eBay per vendere i propri prodotti in modo immediato, creando un catalogo e pagine di prodotto. Su Facebook ed Instagram si possono creare vetrine digitali e attraverso la pubblicazione di contenuti shoppable si rimanda l’internauta/cliente direttamente al sito web di riferimento per l’acquisto. Inoltre, Instagram permette ad un settore molto colpito come quello della ristorazione di ordinare cibo a domicilio attraverso il bottone “Ordina Cibo” o attraverso l’adesivo nelle Stories reindirizzando ai partner che si occupano di consegne e pagamenti. Inoltre il nuovo sticker “Compra a Km 0” permette ad ogni igers di supportare le attività commerciali locali e di dare loro visibilità in un’unica grande Storia corale. Ed ancora Instagram permette di aggiungere l’adesivo “Buoni regalo” per supportare ulteriormente le imprese, aggiungendo un link del partner offerti dalla piattaforma stessa.

Ma non bisogna dimenticare di aprire o aggiornare un account su Google My Business che, in modo gratuito, consente di posizionare la propria attività nelle ricerche di Google e su Google Maps, con la possibilità di creare anche una scheda verificata, con tante recensioni. Si possono monitorare le statistiche e la provenienza degli utenti e magari futuri clienti, nonché le loro azioni sulla scheda.

Anche Pinterest può essere utilizzato per incrementare le proprie vendite o sostituirle a quelle in store per le attività sospese, attraverso i Rich Pin Prodotto per che includono prezzo, disponibilità  per poi acquistare sull’e-commerce e si possono utilizzare anche i Buyable Pin per aggiungere i prodotti al carrello, per coloro che utilizzano Shopify, senza abbandonare la piattaforma social.

Nei primi cinque mesi del 2020 il numero dei nuovi consumatori online in Italia, rispetto allo scorso anno, è triplicato. Sono 29 milioni, e da febbraio sono 2 milioni in più di cui 1,3 milioni sono arrivati alle piattaforme di acquisto digitale proprio durante l’emergenza. Ed è calcolato per il 2020 un aumento del 55% per il commercio online, mentre l’acquisto online ed il ritiro in store è incrementato del 349%.

Soprattutto per i piccoli negozi, si potrebbero utilizzare app come WhatsApp, WhatsApp Business o Telegram per inviare volantini o sconti personalizzati ai clienti, acquisire ordini ed effettuare eventualmente consegne a domicilio utilizzando servizi di delivery come Deliveroo, UberEats, Glovo, già diverse pasticcerie e pizzerie nei piccoli paesi hanno attivato questa novità.

Per quanto riguarda i pagamenti digitali sono aumentate in questo periodo le transazioni tramite card e servizi di pagamento come Apple Pay e Google Pay ma c’è anche il nuovo servizio lanciato da PayPal che potrebbe essere utilizzato da piccole realtà, e non solo per i pagamenti online. Senza toccare banconote e monete e mantenendo le distanze per evitare ancora i contagi, si possono effettuare i pagamenti tramite scansione di QrCode che reindirizza il cliente a PayPal per completare il pagamento e non occorre nessun POS o altri tipi di strumenti.

Si può pensare anche alle prevendite di prodotti e servizi come appuntamenti in spa, saloni di bellezza, dal parrucchiere, offrendo gift card con sconti o un prodotto in omaggio per incoraggiare visite successive.

Non solo va curato il business ma è di fondamentale importanza restare vivo nella mente e possibilmente nel cuore del cliente e del  target attraverso azioni mirate di marketing e comunicazione, incrementando l’utilizzo dei social e attraverso azioni di direct marketing, decidendo di investire anche in advertising, magari nel lungo periodo.

Resta imprescindibile informare, intrattenere e coinvolgere la propria fan base, organizzando un calendario editoriale per la pubblicazione costante sui social della propria attività, in modo che saranno propensi anche a successive visite ed acquisti in store. Ottimale sarebbe creare prodotti editoriali, web magazine,  ebook, offrire workshop e corsi online. Una palestra può ad esempio tenere corsi di yoga a distanza.

Nel lungo periodo si potrebbe pensare di investire nell’IoT per poter controllare macchine e processi da remoto e in Realtà Aumentata e Realtà Virtuale, ad esempio nel settore fashion,  per sopperire al problema della sanificazione di ogni singolo capo di abbigliamento provati dal cliente, si può optare a questa soluzione per provarli attraverso l’ausilio della tecnologia. Ed ancora i grandi brand potrebbero puntare alle sfilate digitali  e sulle virtual fitting room con avatar per provare l’abito o il capo di abbigliamento.

I ristoranti e le paninoteche potrebbero investire su menù digitali e contacless che aumentano sicurezza, trasparenza, riducendo i costi di stampa e lo spreco di carta.

Inoltre il lancio di nuovi prodotti si potrebbe fare in diretta sui social e online come Lamborghini ha organizzato con Apple il lancio virtuale della nuova Huracan e con l’AR si poteva visualizzare l’auto sotto casa e nel proprio salone.

Tanti sono i bandi lanciati a livello regionale, e gli aiuti e gli incentivi dalle Camere di Commercio del territorio di competenza e spesso anche da province e comuni, per non parlare del decreto “Cura Italia” e del prossimo “Decreto Rilancio”: in questo periodo meglio non abbassare la guardia e guardarsi intorno.

Ci sono infinite possibilità e soluzioni ed è giunto il momento di fare il grande passo verso la tanto discussa digital transformation, bisogna solo agire in modo oculato con la giusta strategia, senza demordere.

di Giovanna Di Troia

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