L’arrivo delle belle giornate non segna soltanto l’imminente inizio della primavera ma si inaugura anche la stagione più attesa da una categoria specifica: i motociclisti. Negli ultimi anni questa categoria ha intrapreso un’importante evoluzione, testimoniata dal crescente numero di motocicliste che popolano le strade del nostro Paese. Mentre in passato questo mondo appariva come un baluardo maschile, i dati di Confindustria ANCMA per il biennio 2025-2026 certificano un aumento solido e costante della componente femminile.
Oggi le motocicliste rappresentano circa il 10-12% dei titolari di patenti A in Italia, con una presenza particolarmente marcata nelle regioni del Nord (Lombardia e Veneto in testa). Nel 2025, nonostante una flessione generale del mercato moto (–19% rispetto all’anno record 2024), il segmento femminile ha mostrato una resilienza maggiore. L’interesse non si limita più ai soli scooter per la mobilità urbana: cresce la domanda di modelli Naked e Adventure di media cilindrata (300−600 cc), scelti per la loro maneggevolezza e per un utilizzo orientato al mototurismo. Sono in crescita anche le storie di donne che decidono di affrontare lunghi viaggi in sella alle loro poderose due ruote, sia in compagnia che in solitaria. Queste esperienze on the road, spesso faticose e complesse, rappresentano l’abbattimento di un altro confine che fino a poco tempo fa apparteneva solo all’universo maschile.
Tuttavia, il quadro generale presenta una criticità: il tasso di abbandono. Studi di settore indicano che circa il 25-30% delle neofite appende il casco al chiodo entro i primi 3-4 anni. Le cause principali non sono legate alla mancanza di passione, ma a fattori strutturali:
- Sicurezza percepita: Il traffico urbano e la carente manutenzione stradale scoraggiano chi è alle prime armi.
- Ergonomia: Molte moto sono ancora progettate su standard fisici maschili (altezza sella e peso), rendendo le manovre da fermo una sfida stressante.
- Costi: L’aumento dei prezzi dei listini e delle assicurazioni incide sulle scelte di svago.
Il 2026 si è aperto con un segnale positivo (+6,5% a gennaio), trainato da una community femminile sempre più attiva sui social e nei moto-club dedicati. I dati quindi parlano chiaro: le donne vogliono andare in moto. Ora tocca ai produttori rispondere con i fatti. Non servono ‘versioni femminili’, servono moto tecnicamente avanzate ma progettate con misure umane e pesi gestibili. Investire oggi in un’ergonomia inclusiva significa coltivare le centaure di domani e garantire che nessuna lady biker debba mai scendere di sella solo perché il mercato non è stato all’altezza dei suoi desideri.