Learning to become: “10 mosse” per innovare la scuola

 Learning to become: “10 mosse” per innovare la scuola

La pandemia ha innescato problemi economici e sociali in tutto il mondo andando anche ad impattare su settori fondamentali per lo sviluppo futuro dei vari paesi come quello dell’istruzione. Oggi occorre una nuova visione di istruzione che segua, in particolare, due direttive principali: la sostenibilità e l’innovazione digitale. Se ne parla nel documento UNESCO Learning to Become with the World: Education for Future survival al quale il movimento Avanguardie Educative si è ispirato avviando una sperimentazione progettuale in 35 scuole italiane. Il tema è stato anche al centro di un recente webinar organizzato da Indire (sotto forma di “lezione aperta”) che ha avuto come relatore lo scrittore Alessandro Baricco. L’evento formativo è stato inserito nella Summer School di Avanguardie educative a cui ha partecipato anche il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

Baricco ha illustrato la sua visione della scuola, offrendo spunti interessanti circa le azioni e i cambiamenti da apportare per affrontare le sfide che il presente e il futuro richiedono al mondo dell’istruzione. L’idea è di immaginare un “nuovo inizio” attraverso quelle che ha definito le “sette mosse sulla scuola, poi estese a “dieci”. La prima di queste è “accettare la sconfitta”, da cui far scaturire la giusta energia per “reinventare da capo il modo di educare”. “Al di là di molti esempi virtuosi – ha detto – il modo migliore per rendere produttivo quello che è accaduto nell’ultimo anno e mezzo è leggerlo come una grande sconfitta”. La seconda “mossa” si basa sul concetto che non si può cambiare la scuola senza una “narrazione convincente, emozionante ed epica”. “Siamo orfani di uno storytelling”, rispetto alla voglia di cambiare la scuola, ha detto, e rispetto a come vengono oggi narrate le varie riforme di settore. La terza “mossa” è “andare nella direzione di un modello di scuola flessibile e aggiornabile”. “Attualmente la scuola è un tipo di struttura troppo rigida”, ha commentato Baricco. Il quarto punto metodologico punta alla costruzione di una “scuola nuova” che si avvalga, non solo dell’apporto di esperti, ma soprattutto delle menti più brillanti tra gli stessi studenti. Con la quinta “mossa” lo scrittore propone anche un cambiamento nell’uso della terminologia, eliminando dal vocabolario scolastico termini come “istruzione”, “classe”, “materia” “docente di materia” e altri. La sesta “mossa” è “rendere contagioso” ciò che funziona nel mondo della scuola perché ciò che funziona “non è abbastanza contagioso”. Puntare, dunque, su quelle che ha definito “cellule virtuose” per diffondere il cambiamento. E occorre farlo soprattutto nelle secondarie di primo grado, dove i ragazzi si avvicinano all’età adulta e dove c’è ancora l’obbligo scolastico. La settima “mossa” consiste nel “mettere metodologicamente il corpo dei ragazzi al centro dell’esperienza scolastica” perché “andare a scuola è un’esperienza innanzitutto fisica e non mentale”. Per cambiare la scuola, poi, occorre investire nei cambiamenti dell’edilizia scolastica e dell’editoria scolastica, secondo Baricco (ottava “mossa”). Mentre superare la paura della “certezza di sbagliare” da parte di chi lavora nella scuola è la nona “mossa” da seguire: “Non si può fermare l’innovazione per paura di sbagliare”, ha affermato Baricco. L’ultima “mossa”, infine, riguarda una richiesta dello stesso Baricco nel considerare tutti questi suggerimenti non come “utopia” o “provocazione”. “Non disinnescate le idee nuove che avete in testa foderandole con queste due parole”, ha concluso lo scrittore. (qui il video integrale del webinar). 

Learning to become

La pandemia ci ha messo con le spalle al muro – ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi – e stiamo scoprendo che la scuola non è soltanto un pilastro della nostra comunità, ma è anche il luogo che deve a sua volta ricostruire le nostre comunità. E bisogna avere il senso dell’orgoglio della sfida che abbiamo di fronte. Non siamo soli. Ritroviamoci con tutti coloro che in questo Paese stanno riscoprendo la scuola come la matrice e la madre di ogni nuova riflessione e ogni nuovo pensiero”. 

L’incontro con Baricco e con il ministro dell’Istruzione ha aperto i lavori della Summer School del Movimento delle Avanguardie educative, una manifestazione sull’innovazione della didattica destinata ai docenti e ai dirigenti scolastici che si terrà dall’8 all’11 settembre. Le quattro giornate, spiegano da Avanguardie Educative, sono programmate per illustrare e condividere con la comunità docente alcune esperienze di innovazione didattica messe in pratica dal movimento. Nel corso della manifestazione verranno inoltre presentate le tre nuove idee della “Gallery” di Avanguardie Educative: Laboratori del Sapere, Outdoor Education e Prestito professionale. Ogni giorno sono previsti anche sei workshop attorno aquattro macro aree: “Soluzioni didattiche digitali per lo sviluppo di competenze”, “Flessibilità organizzativa: un nuovo modo di pensare il tempo e lo spazio della scuola”, “Ripensamento del curricolo” e “Leadership e Leadershare”.

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